Le preferenze alimentari e le abitudini alimentari si consolidano principalmente tra i 2 e i 5 anni di età. Ciò che un bambino impara in questa finestra influenzerà le sue scelte alimentari per tutta la vita. L'obiettivo non è perfezione, ma costruire un rapporto positivo con il cibo.
Sviluppato dalla dietologa Ellyn Satter, questo modello definisce chi è responsabile di cosa: Genitori: decidono cosa offrire, quando e dove. Bambino: decide se mangiare e quanto. Questo approccio elimina i conflitti a tavola, rispetta l'autonomia del bambino e previene i disturbi del comportamento alimentare.
Offrire, non forzare: esporre il bambino a nuovi alimenti ripetutamente (può servire 10-15 esposizioni prima che accetti un nuovo cibo). Nessun cibo è proibito: i cibi vietati diventano desiderabili. Meglio offrirli occasionalmente in modo neutro. Mangiare insieme: i bambini imitano. Se i genitori mangiano verdure, è più probabile che anche il bambino lo faccia. No ricompense con dolci: associa cibo sano a qualcosa di negativo e dolci a qualcosa di positivo.
Coinvolgere: far partecipare il bambino alla spesa, alla preparazione e alla messa in tavola aumenta l'interesse per il cibo. Routine: pasti e spuntini a orari regolari. Il bambino impara a riconoscere fame e sazietà.
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